Come si presentano

Il rapporto con il cibo è calato nel rapporto con l’altro, a tal punto che spesso lo rappresenta. Ha a che fare quindi con dinamiche di relazione familiare, sociale, culturale, oltre che con aspetti profondi e antichi legati alle esperienze di relazione primaria. L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che comporta un rifiuto più o meno grave ad alimentarsi. L’obiettivo è quello di mantenere uno stretto controllo sul peso per evitare di ingrassare che rappresenta un bisogno di controllo totale del corpo e delle sue funzioni. Questo disturbo implica anche una distorsione dell’immagine corporea per cui viene negata l’effettiva condizione di debilitazione fisica.  Esiste, inolttre, una negazione di stimoli come la fame o la stanchezza spesso connessa alle attività di fitness messe ossessivamente  in atto al fine di mantenere sotto controllo il peso.

 La bulimia, è spesso correlata all’anoressia ed è caratterizzata  da abbuffate compulsive di quantità e qualità di cibo notevoli con una sensazione, durante l’episodio, di perdita di controllo. Nella bulimia il tentativo di controllare il peso viene spesso messo in campo attraverso il vomito autoindotto o con l’abuso di farmaci lassativi e/o diuretici. L’aspetto in comune è il desiderio di assoluto controllo sul corpo.

 

 Origini

Il cibo può assumere qualsiasi funzione simbolica, questo vuol dire che su di esso possono essere trasferite le angosce e le paure del soggetto. L’anoressia e la bulimia possono essere considerati come una difesa che il soggetto mette in atto nei confronti di vissuti dolorosi, di carenze affettive o di conflitti interni; il dolore può nascere da delusioni in campo affettivo, lavorativo, scolastico, sociale, o dalla scarsa adesione al nucleo familiare. Il soggetto si sente impotente, incapace di controllare la propria vita, percepisce se stesso come una persona che agisce solamente in risposta alle domande degli altri e  si sente in grado di poter affermare la propria volontà solo attraverso il controllo esercitato sul cibo. Il non mangiare o l’abbuffarsi di cibo ci porta ad avere la sensazione di non avere bisogno di nulla e di nessuno, di poter controllare la nostra vita, la nostra sofferenza, il nostro mondo

 

Cura

 Il trattamento terapeutico dei disturbi del comportamento alimentare dovrebbe prendere in considerazione la persona nella sua interezza, considerando la manifestazione evidente del disturbo come un sintomo che non può essere risolto senza un lavoro sulla causa che lo ha reso manifesto. Lo scopo è restituire spazio al "soggetto" che attraverso il linguaggio può recuperare il valore della parola che è stata messa da parte per far parlare il corpo.